Etagere trasportabile dal look nordico

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Videotutorial per fare un’étagère trasportabile

L’idea per un étagere trasportabile

L’étagère è una scaffalatura di piccole dimensioni, una serie di mensole, insomma, che si usa generalmente per libri o oggetti ornamentali. Ce ne sono da giardino e in ferro battuto, si possono fare in stile shabby, provenzale o antico, si possono fare anche per le piante. In questo video tutorial ti mostro come realizzare un’étagère trasportabile. Con il fai da te, naturalmente.

Mi piace l’idea di realizzare una scaffalatura trasportabile perché trovo che sia un’ottima soluzione, soprattutto per gli ambienti piccoli e perché può essere spostata dal bagno alla cucina, dalla camera da letto al salotto. Insomma, un’idea duttile per chi ama cambiare. Siccome voglio che sia perfetta per una casa contemporanea, le darò un look nordico

Tutto l’occorrente l’ho trovato da OBI.

Occorrente per la scaffalatura trasportabile fai da te

tavole di legno
avvitatore
viti
metro
riga
matita
pennello
finitura cera all’acqua

Come fare l’étagère trasportabile dal look nordico

Io ho preso una tavola principale da un metro e mezzo, ma si può fare come preferisci e a seconda della casa in cui la metterai. Le misure del mio progetto sono indicative, quindi quel che conta è il metodo.

Con il metro e la matita mi riporto le misure (ho scelto 40-80-120, quindi le mie mensole saranno a 40 cm di distanza l’una dall’altra) per tracciare le righe sulla tavola. L’ultimo pezzo non mi interessa.

Anche la decisione di fare gli scaffali equidistanti è personale.

Le tavole-mensola sono spesse 18 millimetri. Per questo, a destra e sinistra delle righe che ho tracciato prendo due punti da 9 mm l’uno. Voglio avvitare le tavole più piccole perpendicolarmente alla tavola portante, in modo che le viti siano perfettamente centrate.

Un suggerimento: fai in modo che i segni con la matita siano ben visibili.

Mi segno indicativamente, ogni 10 centimetri lungo le linee: sono i punti dove metterò le mie viti. Faccio la stessa cosa per ciascuna delle righe che ho tracciato.

Adesso con l’avvitatore faccio l’invito per le viti, usando una punta per trapano da legno.

I fori, naturalmente, li faccio passanti perché poi lavorerò completamente sull’altro lato. Quindi i fori iventano anche i punti di riferimento su dove poggiare la tavola insieme ai segni che ho tracciato.

L’operazione va fatta per tutte le mensole (e anche il numero delle mensole è arbitrario, a seconda di quel che preferite).

Ho scelto delle mensole larghe quanto la tavola principale. Ecco che i segni fatti a matita rivelano la loro utilità per centrare bene le mensole. A questo punto, metto in piedi la tavola, lavoro dal lato opposto a quello su cui ho tracciato i segni (ovviamente) e, con l’avvitatore, fisso le mensole. Parto da quella centrale e ogni volta mi sincero che la mensola sia centrata: la fisso completamente con tute le viti.

Poi monto la seconda mensola.

Infine tocca al montante che fa da supporto alle mensole. Potrei anche lasciarle così, ma preferisco mettere il montante per non far spanciare le mensole se dovessi decidere di appoggiarci sopra qualcosa di molto pesante.

Il montante è di 40 cm. Lo inserisco a 20 cm dal bordo, traccio le righe per avere la certezza di metterlo nella posizione corretta. Come prima, segno 9mm a destra e 9 a sinistra per centrare la tavola.

Questa volta metto le viti ogni 5 cm perché il montante è più corto. Faccio nuovamente gli inviti e finalmente inserisco la tavola usando i segni che ho tracciato. Poi, con l’avvitatore blocco il montante.

Questo modulo si può riprodurre a piacere. Io lo faccio una seconda volta, con una terza mensola e un secondo montane sul lato opposto.
Siccome le tavole sono in legno grezzo, vanno protette. In questo caso, a me piace mantenere l’étagère con un aspetto molto semplice, quasi nordico. Quindi non lo dipingo, non metto lo smalto, non metto niente [ricordati che se vuoi vedere tutto il mio speciale su come si vernicia il legno lo trovi seguendo il link] se non una finitura cera all’acqua.

Questo tipo di protettivo, pur essendo all’acqua, dà una finitura un po’ più patinata: la texture della cera è inconfondibile. Con questo tipo di prodotto si riproduce quell’effetto per poterla passare a pennello: diventa più caldo di un flatting.

Il legno cambia solo leggermente colore e viene protetto. Meglio dare due mani.

Una struttura così semplice può non essere attaccata alla parete: si può appoggiare inclinata. È questo che la rende trasportabile.

Ecco come fare!

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