Wabi Sabi

Per Pasqua sono stata in Giappone.

È stato un viaggio meraviglioso che mi ha regalato emozioni indimenticabili: ho ancora negli occhi le meraviglie e i colori della terra del sol levante, il rosso dei Tori, le nuvole bianche e rosa dei ciliegi in fiore, l’oro dei templi e il giallo sulfureo della montagna.

In Giappone ho trovato un senso di pace inaspettato in una città come Tokyo: 15 milioni di abitanti, tanta gentilezza e disponibilità.


E, come se non bastasse, finalmente, ho dato un nome a qualcosa che ho sempre pensato e messo in pratica nella mia vita da decoratrice prima e di bricoleuse poi: il wabi-sabi.

Il Wabi-sabi è una visione del mondo giapponese, un concetto estetico che apprezza la transitorietà, il cambiamento dovuto al tempo. Questo significa che la ruggine che appare con gli anni, i piccoli difetti, o anche le imperfezioni diventano un pregio e non un difetto: rendono l’oggetto unico e prezioso, vissuto.

Pensate che agli albori della mia vita da decoratrice lavorai per anni con un’architetta di nome Fausta, bravissima e piena di charme, secondo la quale un arredamento per essere perfetto deve sempre avere una piccola cosa che non va, qualcosa di stonato che lo renda unico.

Pensavo di aver già compreso la lezione di Fausta, ma forse non l’avevo capita fino in fondo: oggi, ancora di più, ne sono convinta.

Le due parole prese singolarmente hanno significati diversi, che poi vanno a comporre il senso del Wabi-sabi.

Wabi può significare solitudine, malinconia, semplicità, mentre sabi l’avanzare dell’età. Messe insieme (l’ideogramma si scrive così: 侘寂) vanno a creare una vera e propria visione del mondo, una visione estetica che non si limita ad accettare il fatto che le cose passano, che il mondo è transitorio, ma che trova nella caducità delle cose una profonda ed essenziale bellezza.

A pensarci bene, quando invecchiamo un pezzo di legno con la tecnica dello shabby o ripariamo un oggetto danneggiato ma che ci è caro, quando cerchiamo di recuperare un ricordo al quale vogliamo dare nuova vita per non buttarlo, in qualche modo abbiamo una visione wabi-sabi della vita. Le riparazioni si vedranno: macchie e pennellate rendono unico il pezzo di legno come la colla che riattacca il manico rende ancora più unica una tazza molto amata e per questo portata a nuova vita.

Sono piena di idee e di energia che voglio trasmettervi con moltissimi video tutorial. Preparatevi!

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