Carta vetrata

Carta vetrata: video tutorial

Che cos’è la carta vetrata o abrasiva?

Carta abrasiva o carta vetrataLa carta abrasiva o carta vetrata è uno strumento che non può mancare nella valigetta del fai da te e della decorazione. Serve per levigare, per sgrossare, per pulire superfici, per rifinire lavori e poi facilitare la verniciatura o l’incollaggio. Si presenta come un foglio che ha una superficie liscia e una superficie abrasiva. Genericamente, si parla di carta vetrata perché la parte abrasiva è fatta di granuli cristallini di vetro. Poi c’è la carta smeriglio (o tela smeriglio), la carta all’ossido di alluminio, la carta al carburo di silicio. Nel linguaggio comune si parla sempre di carta vetrata perché è la più economica e comune, appunto.

Insomma, si fa presto a dire carta vetrata! La carteggiatura è importantissima per il buon risultato del lavoro ed è importante scegliere la grana giusta.

Come si sceglie la carta vetrata?

La scelta va fatta in base al risultato che si vuole ottenere. Per esempio se volete grattare via qualcosa da una superficie vi converrà usare una grana 80. È abbastanza grossa ed intacca bene la superficie.

Se invece volete carteggiare un muro conviene prendere una carta 150- 180 (la 80 creerebbe dei graffi troppo profondi che potrebbero necessitare un procedimento di stuccatura).

Per la carteggiatura finale invece vi consiglio quella ancora più sottile, la 220.

Se dovete carteggiare della vernice o dello smalto tra uno strato e l’altro per ottenere un risultato molto liscio usate la carta 1000, che poi sarebbe quella che usano i carrozzieri! Io, semplicemente, la adoro. Si usa con l’acqua: bagnatela leggermente e poi carteggiate. È davvero straordinaria: quasi non si sente la frizione e sulla superficie si crea una leggera pasta bianca, che dovrete pulire una volta finito. Uso questo tipo di carteggiatura solo tra uno strato e l’altro e non come passaggio finale, perché le superfici rimangono opache.

Come funziona la scala della grana?

I numeri di grana vanno da 40 a 2500 e possono essere: 40, 50, 60, 80, 100, 120, 150, 180, 220, 240, 280, 320, 360, 400, 500, 600, 800, 1000, 1300, 1500, 2000, 2500. Funziona così: più la grana è grossa più il numero è basso. Più la grana è fine, più i numeri sono alti.

In generale, la grana grossa si usa per sgrossare, la grana media per lavorazioni intermedie, la grana fine per rifinire e la finissima per lisciatura o per lucidatura. Ma, come spiegavo prima, la finissima si può utilizzare anche per lavorazioni intermedie.

Come si usa la carta vetrata?


Come spiegavo prima, la carta vetrata si distingue dalla granulometria. Dietro alla carta vetrata c’è scritto il numero corrispondente: 120-180-320-1000, sono le tipologie di carta vetrata che propongo in questo video tutoriali. 
Più è alto il numero della granulometria, più la grana è sottile, i granelli sono fini.

Qual è la differenza? È nelle applicazioni pratiche, ovviamente.

Se dovete scrostare una superficie e non avete il problema che si righi, userete una carta vedrata con grana molto grossa, per esempio 120, in modo che faccia saltare la vernice.

Con una serie di prove possiamo vedere come funzioni sulla vernice lavabile e sullo smalto. Riesco ad arrivare al legno.

La carta vetrata 180 la uso di solito per carteggiare le pareti dopo aver stuccato: serve per togliere le parti di stucco in più, per esempio. Lascia meno righe rispetto alla carta 120. Quando faccio una stuccatura e voglio una parete liscia devo usare una carta vetrata con una grana sottile. Non riesco ad arrivare fino al legno, se lavoro su una superficie di legno dipinta.

La carta vetrata 320 ha una grana finissima. È quella che io uso per fare le rifiniture. C’è differenza anche al tatto, sulla superficie che ho carteggiato. Le superfici carteggiate con la 320 sono più lisce (e fra lavabile e smalto, è più liscia la superficie verniciata a smalto).

La carta vetrata 1000 l’ho scoperta quando facevo la scuola di pittura in Belgio. Facevamo i finti marmi ed esiste un marmo che deve essere verniciato con una vernice sintetica (ad acquaragia) trasparente e questa vernice deve essere passata 7 volte. Tra uno strato e l’altro bisogna sempre carteggiare e bisogna carteggiare con la carta 1000.

È quella che usano anche i carrozzieri per lucidare le macchine, per esempio.
Si usa ad acqua. Va bagnata per rendere ancora più morbida la carteggiatura. Sembra quasi di non fare niente, quando la si passa. Si crea una specie di pellicola, di cremina bianca. Poi, quando asciuga, si toglie con uno straccio e poi si può dare una nuova mano di vernice.
Il prodotto finale è impeccabilmente liscio.

I formati che io uso di carta vetrata sono i fogli oppure le strisce o, se avete una carteggiatrice, esistono delle formine adatte alla carteggiatrice, che hanno la particolarità di avere una specie di velcro dietro, per cui si attaccano alla carteggiatrice per lavorare con la macchina. È molto comoda, soprattutto quando si devono carteggiare delle grandi superfici.

Una risposta

  1. Utilissima la carta vetrata! La uso anche per i semi che hanno il tegumento troppo solido, come i semi di loto, più facili da maneggiare e bisognosi di questo trattamento. Bellissima spiegazione.

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